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Il Centro Storico
Arroccato su un promontorio inaccessibile dal mare, per
via delle incursioni dei saraceni, è un dedalo di viuzze strette dove
le case si affacciano le une contro le altre. Luogo, ancora da
valorizzare, offre al visitatore, ai margini dell'agglomerato urbano con
qualche edificio di buona fattura, un panorama mozzafiato. Tra gli
edifici di interesse vi è la Chiesa di San Nicola da Tolentino, sorta come piccola cappella della Visitazione
della Beata Vergine Maria, nel XVI sec., fu agli inizi del '900 dedicata
al Santo Marchigiano.
San Nicola da Tolentino nato a Sant'Angelo di Ponzana nel 1245 da Amata
e Compagnone entrò ad 11 anni nell'ordine degli Agostiniani e divenne sacerdote nel
1269. La sua esistenza fu segnata da tanti miracoli a trent'anni si
trasferì a Tolentino dove, sessantenne concluse la sua esistenza.
Frate Nicola fu beatificato da Papa Eugenio IV il 5 giugno 1446. la
Comunità festeggia il Santo Patrono con la tradizionale processione
delle Cinte perpetuando il ricordo della morte avvenuta il 10
settembre 1305.
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Tradizioni:
Festa Padronale 10 settembre
Manifestazioni Culturali durante l'estate
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Arco Magno
Un'insenatura fresca e inevitante, un angolo romantico tra
rocce ombrose, che profumano di mare.
Nella sabbia scorrono sorgenti d'acqua dolce.
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La Torre di Crawford
La letteratura nord-americana dell'800 passo anche per
San Nicola Arcella. Primo ancora di Hemingway, che amava le coste
della Campania, un altro scrittore statunitense, nel 1877, approdò
sulle coste meridionali italiane Francis Marion Crawford, autore a
quel tempo già affermato di storie d'amore e di avventure ma anche di
terrore. Sbarcò nella baia di San Nicola Arcella mentre compiva
un viaggio su una piccola imbarcazione dell' epoca assieme alla maglie
e a un fido marinaio. Si innamoro di questo posto (“punta isolata da
un uncino di roccia”si legge in un suo racconto), ma soprattutto
della torre cinquecentesca posta a difesa delle incursioni saracene.
Tornò spessa a San Nicola, soggiornandovi alla ricerca di luoghi e
tracce del passato medievale di questa zona che sono poi divenuti
l'ambiente ideale per i suoi racconti intrisi di mistero. Fino a
qualche decennio fa c'era ancora qualcuno, nel centro storico del
paese (che all'epoca si chiamava Casaletto), che ricordava un
compassato, aristocratico signore anglosassone che veniva a estivare
per scrivere. I periodi trascorsi da Crawford a San Nicola Arcella
sono ora oggetto di studi per una più precisa ricostruzione della
vita e delle opere dello scrittore.
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Grotta del Romito
Famoso il Graffito del Bos Primigenius, una delle più
antiche espressioni dell'arte preistorica italiana e una delle prime testimonianze della
presenza.
Nella Grotta sono visibili resti preistorici che rimandano alla vita nelle caverne delle
popolazioni primitive risalenti al paleolitico superiore e altri materiali ora custoditi
nel Museo di Castrovillari.
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Isola Dino
Con l'isolotto di Cirella e quella che
un tempo era l'isola di Torre Talao a Scalea compone il suuggestivo
trittico peninsulare del Tirreno. Ha un perimetro di 4 Km ed
un'altitudine di 65 mt. Le coste sono scoscese e ricche di grotte. In
barca si può penetrare lungo la direttrice nord-sud, nella Grotta
delle Sardine, nella Grotta Azzurra, così chiamata per i riflessi di
luce, sulle acque come quelli della più famosa grotta di Capri, la
Grotta del Leone, che deve il suo nome alle forme modellate delle
stalagmiti.
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Grotta della Madonna
Nella grotta si possono seguire tracce di insediamenti umani di
varie epoche, dal paleolitico superiore al tardo romano. Sono stati
riportati alla luce dall'Istituto Italiano di Paleontologia Umana fin
dal 1960 ceramiche del neolitico superiore e di quello medio con vari
frammenti dipinti, ancora ceramiche di tipo appenninico e resti del
paleolitico superiore. In una grotta vicina a quella della Madonna è
stato ritrovato un deposito di materiali che consente di ricostruire
la cultura appenninica in Calabria.
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